Moto è vita

2.11.2016: il vino della Dedizione alla Città di Graz

on 3.11.2016

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I cittadini di Trieste, i loro eredi e successori dovranno ogni anno nel giorno di S. Giusto martire, il quale cade nel dì 2 di novembre, dare a Noi, ai nostri eredi e successori nella città di Trieste a titolo di censo annuo cento orne di vino Ribolla…”

Questo era uno dei tributi previsti nell’atto della Dedizione all’Austria del 1382 ed è ciò che il CTT ha voluto simbolicamente far rivivere, portando alcune casse di Meduit alla Città di Graz, antica sede della Casa d’Austria.

Ad accoglierci il Consigliere comunale dr. Peter Piffl-Perčević che ha fatto gli onori di casa con grande gentilezza e cortesia.

I discorsi del Pres. Sgambati e del Cons. dr. Piffl-Perčević hanno evidenziato il clima di amicizia ed i duraturi legami culturali, economici e turistici che affratellano le due città. Da ambo le parti si è convenuto sulla necessità di una sempre migliore collaborazione per la costruzione di un’Europa di pace.

 

Riportiamo il discorso del dr. Luciano Santin.

Non è facile cancellare mezzo millennio di appartenenza. A Trieste la propaganda nazionalista ha cercato di cancellare dalla storia patria gli anni dal 1382 al 1918. Ha mistificato la realtà, trasformando quella era stata una scelta precisa – scelta tra soggetti di dimensioni diverse, ma di pari dignità, e dettata da un’esigenza di libertà – in un’“oppressione straniera”, quasi in un peccato originale che necessitava di una “redenzione”.

Il buon ricordo della Trieste austriaca è rimasto però, misteriosamente, nel Dna dei cittadini, anche di quelli che, venuti dall’Italia, si sono radicati nella città.

E’ il richiamo di un’epoca di straordinario sviluppo economico, in particolare quella che va da Maria Theresia a Franz Joseph, ma è anche la consapevolezza di un senso civico dettato dal grande rispetto reciproco tra l’amministrazione e il suddito, che, nei fatti, era cittadino a pieno titolo.

Di questo passato rimane un senso di comunanza e di profonda simpatia che lega l’Austria, anzi, i popoli della “grande Austria” mitteleuropea, a Trieste.

Non siamo qui, a Graz, per riscaldare le memorie di un’epoca irripetibile al fine di negare il presente. Vorremmo, piuttosto, ampliarlo, nelle prospettive di un’Europa che oggi mostra qualche affanno, che ancora non è compiuta, ma che rappresenta un destino da perseguire con convinzione, perché il Novecento ci ha dolorosamente insegnato quanto danno possano fare le divisioni e le contrapposizioni.

Trieste è una città che, al di là delle vicende della storia, ha una funzione dettata dalla geografia. Propaggine insignificante per un Paese che è come un grande molo proteso nel Mediterraneo, rappresenta l’accesso al mare per l’Europa danubiana.

E’ stata soffocata da confini pesantissimi, dalle contrapposizioni della politica dei blocchi, è stata penalizzata dalla riduzione dei collegamenti con quello che è il suo naturale retroterra, Trieste.

Ma mantiene – quanto meno potenzialmente – questa condizione che rappresenta un’opportunità da condividere con i paesi dell’ex Impero, oggi parte dell’Unione Europea.

In questo spirito, e con un senso di autentica amicizia, siamo qui a portare un piccolo e simbolico omaggio, qui, dove tra Trieste e l’Austria si firmò quell’accordo lontano nel tempo, ma non dimenticato.

 

Ed ecco il contributo del dr. Josef Wallner.

Triest: Wein für Österreichs Schutz
Am 2. November überreichen Triestiner der Stadt Graz 20 Flaschen besten Ribolla.
Die Geste erinnert an den Vertrag, mit dem sich 1382 Triest unter österreichischen Schutz stellte.
Zugegeben, Triest war nicht der erste habsburgische Stützpunkt an der Adria. Duino war bereits ein paar Jahre vorher dran. Unbestritten ist aber, dass es über die Jahrhunderte zum wichtigsten wurde. Die Verbindung Triests mit Österreich mag nicht immer konfliktfrei gewesen sein, aber über weite Strecken haben beide davon profitiert, die Handelsstadt am Meer und ihr österreichisches Hinterland.
Begonnen hat alles im November 1382, als sich die Stadt Triest die Habsburger als Schutzmacht erkoren hatten. Und Schutz brauchte die kleine Adriastadt tatsächlich, denn die Venezianer und der Patriarch von Aquileia konnten ziemlich lästig sein. Umsonst war Habsburgs Hilfe nicht. Unter anderem musste Triest ab 1382 jährlich, am 2. November, dem Tag des heiligen Justus, 100 Krüge der besten Ribolla–Weine des Jahrgangs an den Hof liefern. Der damals zuständige habsburgische Herzog Leopold saß übrigens in Graz.

Wann diese Tradition geendet hat, ist ungewiss. Vielleicht haben die Triestiner auch noch Franz Josefs Hofkeller jährlich mit einer erklecklichen Zahl an Weinflaschen aufgefüllt. 1918 war es damit aber sicher vorbei. Jetzt, fast 100 Jahre später, will der Club Touristi Triestini (CTT) die Tradition wiederbeleben, modern interpretiert gewissermaßen.
Deshalb haben die Triestiner als Empfänger der Gabe die Stadt Graz ausgewählt, sind doch die steirische Landeshauptstadt und die Adriastadt seit Jahrzehnten in einer Städtepartnerschaft verbunden. „Wir leben nicht mehr in einem gemeinsamen Staat, aber unsere beiden Städte verbindet viel, von der Geschichte, über die Kultur bis zu gemeinsamen Vorlieben bei Essen und Trinken. Deshalb haben wir uns vom CTT entschieden, mit unserem Präsent an die Stadt Graz eine Brücke von der Vergangenheit in die Zukunft zu schlagen. Unsere lange Verbindung ist ein gutes Fundament für viele zukünftige Projekte, die wir mit dem CTT gerne mitgestalten.“ (Alessandro Sgambati, Präsident des CTT)
Die Übergabe findet am 2. November um 12.00 Uhr im Grazer Rathaus statt. Als Vertreter der Stadt wird Gemeinderat Dr. Peter Piffl-Perčević die Gäste aus Triest empfangen.

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