Moto è vita

Indovinello estivo

on 6.07.2016

INDOVINA INDOVINELLO, QUANT’È STRANO, QUANT’È BELLO

Mitteleuropa_–_Völker_u._Sprachgebiet2

di Ervino Schreiber

Anche questa nostra storiella comincia tanti anni fa in una grande città della Mitteleuropa. C’era una volta un grande territorio a disposizione dei regnanti, dove essi con i loro amici miravano a tutto quello che si muoveva, tra le frasche e le onde fluviali. Oggi nel mondo questo divertimento esiste ancora, anche in luoghi per niente ricchi di fauna. Diciamo che certe cose sono cambiate in peggio. Era uno spasso riservato a una ristretta schiera di gente, ma non dobbiamo pensar male, quelli erano i tempi, i boschi erano pieni di bestioni e bestioline e comunque il popolo aveva altro da fare, per riuscire a pagare le tasse. Come oggi, del  resto.

Quei riccastri invece li vedi ancora oggi nei quadri o nei film, nei costumi variopinti sui loro destrieri, accompagnati da squilli di tromba e dai latrati dei cani. I nugoli di zanzare invece non si vedono, eppure ce n’erano a milioni.
Comunque finì che uno illuminato tra quei sovrani europei decise stranamente di aprire quel territorio al popolo bue. Così almeno la cosa ci fu tramandata. Forse quello aveva la gotta e il sangue acido (ah! ecco perchè le zanzare….), i medici gli proibirono di mangiar troppa carne, al che il divertimento sarebbe rimasto solo per gli amici….tiè, ne profitti il popolo, decise allora il sovrano. Naturalmente scherzo, in realtà la storia ci racconta di un eccelso riformatore, anche se per anni non regnò da solo ma in compagnia. Non lo sanno tutti, ma almeno molti beoni si ricordano di lui.

Oggi quell’avvenimento di secoli fa non sarebbe possibile: nè boiari nè deputati nè presidenti regalano niente al popolo bue. Che resta sempre cornuto e basta. Pazienza, sono i tempi moderni. Però ci sono (a pagamento) gli stadi, la televisione, i referendum… cosa vuoi di più?

Il territorio di cui parliamo era ed è ancora molto grande. Al mondo, altrove, c´è anche una grande mela che ha al posto del torsolo tra l´altro una cosa del genere, ma è grande forse solo la metà di quello di cui scrivo.

Ma torniamo in quella città della Mitteleuropa: aperto al popolo si svilupparono nel comprensorio attività varie, in una limitata zona del territorio fu permesso anche costruire. Lì tante cose si facevano “grandi” e “mostruose”. Intendo non brutte, si pensi al latino “Monstrum”, mirabile…. fatto è che divenne grande tradizione mostrare il mirabile, l´eccezionale e l´inconsueto a tutti. Anche in relazione al corpo umano. La gente pagava un piccolo contributo per ballare, oppure per vedere un panorama vastissimo (ma era una illusione), altri immaginavano di essere a Venezia… Per molti anni le cose andarono avanti così.

Oggi una limitata zona del territorio, ma anch’essa grande, viene definita con una parola che mezzo mondo pensa sia legata alla salsiccia. Invece non è così, campioni di nozionismo sanno che la parola è legata a una figura o professione umana e non c´entra con i maiali. Anche questo aspetto torna a essere elemento per far divertire e stupire. Gira e rigira… sempre “monstrum” era ed è …

Arrivò quasi per caso in quei luoghi un Triestino. Il nostro Club, molto antico e con sede a Trieste, voleva assolutamente un indovinello che presentasse qualche riferimento a Trieste, pur essendo la Mitteleuropa molto grande e varia. Eccovi accontentati. Quell’immigrato era uno nato a Trieste di provenienza meridionale. No, no, siete sulla strada sbagliata, non di famiglia italiana, quelli arrivarono più di un secolo dopo.

Il nostro amico o progenitore aprì un esercizio, ma non di notte col mattone o col pié di porco come usano oggi taluni di provenienza varia. Lui era una persona onesta e industre. Mise in piedi una cosa dedicata specialmente ai bambini. Naturalmente anch’essa mirabile, gira e rigira siamo
sempre lì, in quel posto di gran tradizione. Usava allo scopo anche dei cavalli, che però lui poi, visti i grandi progressi della tecnica in quel grande Paese della Mitteleuropa, sostituì con delle locomotive. Col tempo ornò il suo esercizio anche con un grande pupazzo, grande come il Paese asiatico al quale esso si ispirava. C´è ancora oggi, sia il pupazzo che il grande Paese asiatico, entrambi dove stavano anche allora, metro più e metro meno. Però a essere precisi l´attività del Triestino, che pur non usava il piè di porco, aveva tuttavia anche a che fare in qualche modo con i suini, donde la sua estrema popolarità. Come si vede ancora oggi sul posto, scritto a caratteri cubitali.

Tra le varie mirabilie fecero lì vicino anche un coso enorme di metallo, una roba unica da far girar la testa, ma piano piano…. mentre altre cose enormi più in là e più moderne si muovono oggi tutt’altro che lentamente, anzi vorticosamente. Ma grandi, sempre grandi, e girano, girano… Ci vanno con gioia i bambini. I genitori meno gioiosamente perchè un paio d´ore con i bambini lì ti vuotano il portafoglio. Forse anche per questo la gente di quei posti più di un bambino o due non mette al mondo. Ma non importa, la demografia cresce e cresce anche se oggi questo può essere un grosso problema.

Veniamo al dunque. C´è là una piazza, e nel centro di essa c´è un blocco di pietra con sopra una statua. Sì, avete indovinato, è lui che sta sul piedestallo, il nostro Triestino. Intorno al basamento  sta scritta la sua storia. Per leggerla, tanto per cambiare, devi girare, girare… tutto attorno alla base.

Sono passati tanti e tanti anni e a pensarci quasi mi gira la testa. Un pronipote del nostro, anche lui Triestino, recentemente voleva aprire proprio in quel luogo un suo esercizio. Di giorno, naturalmente, non pensate ancora una volta male. Anche in questo caso secondo i suoi piani si voleva girare, ma in tutt’altro senso. In un senso molto moderno. La gente del posto mi ha raccontato che il progetto “miracoloso” sfumò per mancanza di quattrini. Sarà perchè il nuovo Triestino veniva dall’Italia o meglio da una zona depauperata di essa?
Ma ora basta con queste reminiscenze e insinuazioni.

VORREI SAPERE COME SI CHIAMA OGGI LA PIAZZA DOVE STA IL TRIESTINO SUL PIEDESTALLO. SE IN ALTERNATIVA MI DITE COME LUI STESSO SI CHIAMAVA, CON NOME E
COGNOME, VA PURE BENE.

Il premio in palio consiste in un Langos (se ci incontriamo una buona volta) e in un libro usato ma interessante: “Das blieb vom Doppeladler – Auf den Spuren der versunkenen Donaumonarchie”, di Ernst Trost, edizione 1977. (In italiano il titolo suona: “Questo restò dell´aquila bicipite – Sulle orme della defunta monarchia danubiana”).

NOTABENE: la soluzione dell’indovinello va inviata esclusivamente per posta elettronica a erwinpock@yahoo.de. Il sottoscritto farà e comunicherà a tutti con lo stesso mezzo o sul sito FB del Club uno schema con le risposte in ordine temporale. Chi ha o crede di avere la soluzione è pregato di non diffonderla o comunicarla altrove per non rovinare il gioco.
Ringrazio in anticipo per la comprensione e la collaborazione.

Il concorso rimane aperto per un mese dalla pubblicazione, dopo di che seguirà la soluzione con le spiegazioni e foto allegate.

Cordialmente,
vs Ervino Schreiber

Rispondi